lunedì 1 novembre 2010

Autunno

E' lontana la mia primavera,
il profumo di quei sogni è svanito, lo ritrovo negli sguardi dei ragazzi innamorati.
Anche la mia estate è passata,
le scottature di quelle esperienze non bruciano più, sono soltanto piccole cicatrici quasi invisibili.
Sto vivendo il mio autunno ora,
devo correre, devo sbrigarmi, non mi soffermerò neppure un istante a guardare quei ramoscelli secchi che sono le delusioni, le amarezze, le ipocrisie delle false amicizie, le maldicenze.
Devo raccogliere attimi di sincerità, di serenità, di affetto disinteressato.
Devo raccogliere abbracci caldi e sorrisi di bambini.
Devo raccogliere i momenti in cui mio figlio mi sta di fronte e mi parla sorridendo.
Devo raccogliere attimi intensi e viverli pienamente.
Diventeranno ceppi di buon legno da ardere durante il mio inverno,
li butterò nel camino del mio cuore e mi scalderanno l'anima.
Oppure diventeranno le ultime pagine di un bel libro da sfogliare la sera
prima di dormire.
Devo sbrigarmi, non c'è tempo da perdere, l'inverno sta bussando
nervosamente e, che mi piaccia o no, lui entrerà con prepotenza.
Saprò accettare la sua presenza?
Se Dio mi abbraccerà forte forte, forse, avrò meno paura della morte.

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